Inserito da: Zafiro | Agosto 31, 2008

Vai via o ti cacciano via?

Ho letto su un fumetto che l’essere umano è nostalgico per natura. è Forse per questo che piangiamo e soffriamo quando perdiamo qualcuno di importante.  I nostri cari… le persone che hanno accompagnato la nostra vita… le persone che vorremmo proteggere. Come ci sentiremmo a perderle? E’ doloroso.  E’ come strappare una parte di anima dalla propria essenza. Per quanto tempo possa passare quella parte non tornerà mai più.

Ma mi chiedo… E’ più doloroso perdere una persona a causa dell’ineluttabilità ed incontrovertibilità della morte o perderla perché quella persona ha deciso di propria iniziativa di non fare più parte della vostra vita? Io ho sempre pensato che il dolore fosse lo stesso. In realtà una volta dissi anche che era meglio perderla a causa della morte, e ricordo anche che la mia ragazza si arrabbiò.

Continuo ad essere di questa idea.  Sono indubbiamente sensazioni simili, fanno male entrambe ad un livello che non si può descrivere a parole. Ma dopo cosa resta in tutti e due i casi?

Da una parte l’accettazione che è stata una volontà superiore ( chiamatela come volete ) a prendersi la persona che voi amavate, dall’altra invece c’è la consapevolezza che la persona che amavate ha deciso di non fare più parte della vostra vita.

Sia ben chiaro, è ovvio che io preferirei essere lasciato che veder morire la persona a cui tengo. Io sto solamente parlando della quantità di dolore che piove su di te nell’istante in cui si perde qualcuno di indispensabile.

A molti questo argomento ed il modo in cui si sta sviluppando potrebbe sembrare sconveniente o addirittura potrà sembrare che io sia una persona cinica a parlare in questi termini. Ma la verità è che mentre scrivo sto soffrendo molto.

Sai, con la metafora dei diari mi hai fatto ricordare che ho un diario a casa chissà dove, che avrei voluto riempire giorno per giorno. Quel diario è quasi tutto bianco. Vuoto.

Ah, la voglia di distruggere tutto, questo mal di testa che stasera ho ricordato quando è cominciato. E’ iniziato quella volta, quando gridai fuori tutta la mia disperazione fino a farmi venire questo mal di testa. In quel periodo sapevo che era scattata una molla.  Qualcuno potrebbe dirmi che ho dormito senza coperte, senza maglia con la finestra spalancata, ed è per questo che oggi ho il mal di testa XD. Ma io so che non è così.

Lasciarsi annegare nel mare dei ricordi, che vita sprecata sarebbe. Chi vive, chi viene lasciato. Ricordate che qualcuno deve conservare i ricordi. Se siete vivi ricordate che chi è morto si aspetta da voi che continuiate a vivere. Se siete stati lasciati, non dimenticate mai che al mondo c’è sempre qualcuno da proteggere. E ricordate anche che c’è da proteggere il luogo dove vive la persona che amate. Proteggete la terra dove vive questa persona.

P.S. : permettetemi questa banalità. Avete una sola vita. sforzatevi di realizzare il vostro desiderio. Ci sono tanti modi di amare e di dimostrare il proprio amore. Usate la vostra vita per proteggere qualcosa di importante.

Buona notte.

Anzi, prima di andare voglio lasciarvi con una poesia breve.

Su quel monte ho vosto la luce di una stella.

racconta agli alberi della sua casa.

tutti si riuniscono ad ascoltare estasiati

la storia della stella che viaggiava tra i mondi


Risposte

  1. La consapevolezza del dolore, arriva quando non sei tu ad essere cacciato via, ma quando sei tu ad andare via. Il dolore vero, quello vero davvero, lo provi quando comprendi che per una tua debolezza, per una tua mancanza, per una tua scelta, perdi una delle cose a cui più tieni al mondo. Quando poi quel qualcosa che perdi è in realtà un qualcuno, il dolore raggiunge livelli di elevata disperazione. Ma forse un po’ te lo godi, perché sai di meritartelo…
    Concordo con te, i ricordi vanno conservati, l’amore va difeso, sempre, indipendentemente. Difeso, perché merita sempre di essere difeso.

  2. salve
    lo so che non ti apetteresti di vedere che io commenti il tuio blog, ma lo faccio per sport.
    secondo me la cosa che fa soffrire di più è il sapersi totalmente impossibilitati dal poter fare qualsiasi cosa. E’ l’impotenza, l’impossibilità di cambiare quello che sta succedendo, quello che una persona non prova per te o che la triste mietritrice che ha bussato alla porta di una persona cara. Bisogna però dire che la morte ti lascia senza rimpianti, non è colpa tua se la persona che amavi è morta, se non è così lo deciderà la magistratura e quindi è un altro discorso. Se la persona che ami ti molla, allora, ti tempesti di mille domande e ti carichi la colpae cominci a pensare che seuna pesona intelligente ha fatto questas cosa è perchè devi essere necessariamente sbagliato tu.

  3. [...] potete immaginare quanto… Magari venissi mandato via… Magari mi mandassero via, per non volermi vedere più, per non volermi sentire [...]


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